AGiMus cinquantuno anni. Conferenza stampa di presentazione del cartellone.

Nella sala goldoniana di palazzo Gallenga, il rettore de Cesaris e il presidente Silivestro con il calendario dei concerti.
Cinquantuno anni dell’AGiMus alla Università per Stranieri. Ma la storia era cominciata prima, dai tempi del direttore del Morlacchi, il maestro Valentino Bucchi che aveva già iniziato a dislocare qui i concerti della sezione giovanile da lui stesso fondata. A memoria possiamo citare il ricordo di alcuni appuntamenti che si svolgevano, allora, al piano interrato del vetusto edificio nobiliare. Il pianoforte era quello su cui Guido Carlo Visconti di Modrone, già dal 1935 aveva cominciato la “evangelizzazione” del Gallenga, con i suoi concerti diffusi all’epoca, dall’Eiar, manifestazioni propedeutiche allo sbocciare dalla Sagra Musicale Umbra che proprio del palazzo del conte Romeo Gallenga Stuart avrebbe preso le mosse nel 1939. Da questa costola musicale, nel 1946 sarebbe nata, sempre nel 1946 la associazione degli Amici della Musica di Aldo Capitini e di Francesco Siciliani, il demiurgo perugino della musica dell’Italia liberata. Terza creatura musicale che è nata in questa autentica Betlemme della musica perugina, l’AGiMus odierna data dal 1975, anno in cui Salvatore Silivestro, designato dallo stesso Bucchi alla presidenza della istituzione, ottenne dal rettore Valitutti, senatore della Repubblica, come Visconti di Modrone lo era stato del Regno, la facoltà di disporre dell’aula magna per tenere le sue manifestazioni. L’allora assessore alla cultura del comune, il professor Enzo Coli, fu pronubo di un patto tra città e ateneo internazionale che oggi viene onorato dall’attuale assessore, Marco Pierini. Il decisivo apporto del rettore, senatore Giorgio Spitella e degli altri che seguirono nella carica, Paola Bianchi de Vecchi, Stefania Gannini, Giovanni Paciullo e Giuliana Grego Bolli, hanno, se possibile, solo incrementato una collaborazione che è aperta alla platea degli studenti dell’ateneo internazionale e a tutta la cittadinanza. Ieri mattina, coadiuvato dalla responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione, Sonia Giugliarelli, il rettore de Cesaris si è affiancato al maestro Silivestro per elencare i molti appuntamenti che caratterizzeranno questo mezzo secolo di AGiMus, dopo che anche il suo ateneo ha celebrato il primo secolo di attività.
Tenendo fede agli scopi statutari della sua attività, l’AGiMus rinnova il suo impegno di valorizzare i giovani talenti e disporre di un momento di crescita culturale per le nuove generazioni di ascoltatori, e distende le sue proposte su un ampio raggio cronologico che è iniziato alla fine di gennaio e si protrarrà, con scadenza quasi settimanale, fino al 16 dicembre, per il tradizionale concerto di Natale. Nei mesi a venire si potrà ascoltare di tutto, dalla proposta della musica leggera degli anni ’60 con il complesso “Qui per caso”, ai tanti appuntamenti che saranno sostenuti in gran parte degli studenti del Conservatorio Morlacchi, e dalle conferenze tematiche che si apriranno con il tema della musica dell’epoca di san Francesco, e proseguiranno con gli appuntamenti dedicati a de Falla, Liszt, Verdi, Mozart e Respighi. Torna anche il già collaudato profilo delle memorie perugine che questa volta, grazie alla memorialistica di Sandro Allegrini, sarà dedicata al grande poeta cittadino Claudio Spinelli. Un particolare ricordo sarà dedicato alla memoria di Vito Vallini, violoncellista che fu docente al Morlacchi e che con Giuseppe Pelli, vicepresidente AGiMus ha percorso la sale da concerto di mazza Europa. Si ripresenta anche la formula molto gradita del coro delle scuole superiori di Perugia, e si conferma il premio Laura Minuti, dedicato a un giovane talento cittadino.
Tra primavera e state si rinnoveranno i concerti della rassegna “Musica dal mondo”, fortemente sostenuta dalla amministrazione comunale, che da XXVII anni vede anche la Stranieri impegnata nel sostegno e nella diffusione. Un particolare rilievo sarà riservato alla presenza di “Umbria guitar festival”, rassegna dedicata alla chitarra.
In conclusione il rettore de Cesaris non può che concordare col maestro Silivestro nel confermare che l’aula magna di palazzo Gallenga sarà, almeno fino all’inizio dei lavori che interesseranno la sua manutenzione, il luogo più frequentato della musica cittadina. Tenendo fede a quel postulato espresso da Aldo Capitini nel biennio delle sua presenza ai vertici del Gallenga, essere la Stranieri un piccolo e grande Parnaso cittadino.
Stefano Ragni
