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Al Pavone danza l’Orchestra da Camera Young di Perugia. Una felice iniziativa degli Amici della Musica con Stefano Ferrario: tanti giovani ascoltatori con famiglie per un impegno consapevole.

(14 febbraio 2026)

Non c’è educazione musicale se non ci sono famiglie coinvolte nel progetto formativo.  Partecipazione resa ancor più necessaria dal vuoto legislativo che sembra consegnare all’analfabetismo l’avvicinamento delle   giovani generazioni a quello che dovrebbe essere un normale processo di crescita nel mondo dei suoni. Non certo quelli del rap che stanno sempre più svuotando i cervelli dei nostri ragazzi con liturgie del disimpegno, ma con la scoperta e la diffusione della musica di tradizione, sia classica che pop con contenuti culturalmente fondanti capaci di favorire processi di crescita e di autoderminazione. Non musica che “spacca”, quindi, ma suoni che allietano, rasserenano e ti mandano a casa contenti e con un maggior grado di autostima. E’ questo il compito che si è assunta la presidente degli Amici della Musica, Anna Calabro, che, con la sua professione di pediatra ha la perfetta consapevolezza di cosa sia il delicato sbocciare della sensibilità nella mente di un bambino e di un adolescente.  Ecco quindi crescere nel contesto della programmazione dei concerti accademici, questi preziosi fiori dei “Family concert” prima al Brecht di san Sisto con le delicate ed efficaci fiabe musicali, ora con questi veri e propri concerti sinfonici, pensati e tarati sulla possibilità di accostare menti fresche alla recezione di una musica stimolante e dotata di forte comunicativa. Lo ha detto a chiare lettere dal palco del Pavone, colmo di ormoni giovanili in subbuglio: lavoriamo per voi, per potervi dare questo dono prezioso e inestimabile che è la musica di cultura. Sottoscriviamo in pieno la sfida e siamo tra i primi ad essere convinti che affidare a un musicista “garbato” e professionalmente eminente come Stefano Ferrario la direzione di un concerto dai forti connotati effusivi sia stata la scelta giusta. Ferrario, con le sue presenze ai vertici di una formazione orchestrale “di tradizione” come l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, il suo curriculum formativo a Milano, Cremona e Friburgo, il magistero direttoriale con Donato Renzetti e il post-graduate alla Università di Madrid è la persona ottimale per salire sul podio per trasmettere esperienza e capacità. Abbiamo goduto tutti del suo gesto sobrio, della spazialità efficace della sua bacchetta, e della possibilità di condividere con i ragazzi dell’orchestra il suo continuo suggerimento a respirare con il fraseggio, dote questa che non si improvvisa, ma si costruisce con un processo di umanizzazione. Ferrario ce lo abbiamo in presenza anche come docente del Morlacchi e quindi la sua contiguità con gli Amici della Musica è una occasione da non perdere.

La cronaca della serata riferisce di un avvio piuttosto macchinoso nella fase di ingresso e di piacevoli commenti del pubblico più bambinesco, del tipo “papà, mi scappa la pipì” e “dove hai messo le scarpe, non puoi stare scalzo”, ma nel complesso non ci sono state intemperanze di rilievo. Piuttosto abbiamo notato che qualche testolina si muoveva a tempo con la musica, segno che il messaggio in qualche modo arrivava a destinazione. Il programma era stato costruito su misura per un approccio gentile: ritmi di danza, preceduti da un invito alla “ragione” come la illuministica ouverture dal balletto “le creature di Prometeo” di Beethoven. Era un progetto kantiano e le “creature” saremmo noi uomini redenti dal soffio divino della scoperta del fuoco, un “2001 Odissea nello spazio”, più che mai necessaria visto che nel progetto, anch’esso kantiano della “pace perpetua” di strada ne abbiamo fatta assai poca.  A seguire le Danza Slave di Dvorak, serene e malinconiche al tempo stesso, e la incantevole Suite dallo Schiaccianoci che ogni buon genitore dovrebbe illustrare ai propri figli nella impareggiabile versione di “Fantasia” di Walt Disney. Indi un preziosissimo di “Pavane” di Ravel e e un finale esplosivo con il “Danzon” cubano di Marquez, questo sì elettrizzante per mamme e bimbi. Giovani esecutori gasati dal contatto con Ferrario, pubblico che esplode in applausi, e il teorema-Calabro che vola al massimo consenso   e di cui le istituzioni, ne siamo certi, sapranno fare tesoro.

Stefano Ragni

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