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La discografia di Armonioso Incanto si arricchisce di “Canti a lucendiluna”

Un concept-album in streaming e in digitale con le “ragazze del Piccione”

Perugia, 3 aprile 2926

Ne hanno fatto di strada queste ragazze che ormai più di venti anni fa cominciarono a cantare in coro nella chiesa parrocchiale del Piccione. Si diedero il nome di “Armonioso incanto” e mai dizione fu più felice. Ora sono di casa alla Sagra Musicale Umbra, sono state oggetto di una tesi di laurea all’Università per Stranieri e    collaborano con Paolo Fresu in arditi concerti che coniugano le Laudi Cortonesi con le sonorità del jazz. Gira da tempo una serie di cd che spaziano dalla musica francescana di Giuliano da Spira alle antifone delle monache di s. Agnese. Ci torneremo sopra.

Per ora segnaliamo un’altra realizzazione che aggiunge ulteriore interesse alla spazialità di vedute che Franco Radicchia, il fondatore del complesso ha impresso alla formazione che cura con continue incursioni nei territori più affini alla sua personale e marcata spiritualità. Radicchia è uomo di fede, dirige attualmente anche la Schola Cantorum della Cattedrale, è vicedirettore dell’Auditorium Marianum, la storica scuola diocesana di musica sacra di corso Cavour, ma da oltre venti anni dirige il concerto di Capodanno, la manifestazione con cui la Perugia laica celebra l’ingresso nel nuovo anno. E anche di questo è stato da poco pubblicato un cd contenente le registrazioni di venti anni di esecuzioni.

Ora per la ”Territorialità della Corsica” Armonioso Incanto è parte in causa di una bellissima pubblicazione discografica   che raccoglie intense testimonianze vocali della isola che si affaccia nel bacino dell’alto Tirreno con sue peculiarità linguistiche e culturali. Al di là dell’abituale e scontata constatazione che il più grande Corso, Napoleone, era di origine italiana, valgono come forti testimonianze le presenze della famiglia eugubine dei Paoli antichi commercianti di lana, e si segnala, sempre in rapporto con la città dei Ceri, l’intonazione del “Diu si salvi regina”, una toccante melodia nata nel 1735 in occasione della effimera proclamazione della indipendenza dell’isola che ha tante affinità con il “Lume della fede”. Una circostanza che il presule, monsignor Bottaccioli studiò la relazione proprio alla presenza dei commercianti eugubini attivi nell’isola sin dai primi anni del ‘700. Circostanze vuole che Radicchia abbia diretto anche la banda eugubina in anni giovanili. Ma il rapporto con i musicisti che hanno realizzato la incisione, dal suggestivo titolo di “Canti a lucendiluna” si lega proprio ai concerti realizzati con Fresu e Daniele di Bonaventura. In quelle circostanze Armonioso Incanto ricevette una offerta di collaborazione di Stephane Casalta, musicista corso, vocalista e chitarrista corso che chiese la collaborazione delle ragazze perugine per la realizzazione di un disco contenente una serie di canzoni da lui composte e intonate. Purtroppo, nel corso della stampa del disco, Casalta è prematuramente scomparso, ma la compagna, la cantante argentina Rosela Libertad ha trasformato il progetto in realtà, diffondendo in questi giorni, l’album che contiene ben undici melodie cantate in lingua corsa, un suggestivo percorso in una cultura che vive di sentimenti forti e di emozioni nostalgiche. Con il mare che fa da confine a voci che parlano di amore e di stagioni, di dolori e di Paradiso ammantato di stelle. Stephan era uomo che amava profondamente la sua terra, e dalle sue tradizioni ha tratto spunti melodici, atmosfere e colori. Unire il suo timbro intriso di una verginità nativa e accorata con la morbidezza incontaminata di Armonioso Incanto, trasparenze celestiali abituate a innalzarsi nel canto gregoriano, è stata la felice intuizione che caratterizza questa particolare incisione. L’aggiunta dalla voce di Rosela Libertad, velluto argentino con innervature popolareggianti, conferisce ad alcune delle canzoni incise una particolare vibrazione: un percorso che ammanta melodie di origine isolana di uno spessore di ampia latitudine. Luca Falomi si è poi fatto carico di un coordinamento acustico che ha coinvolto anche l’arrangiatore Erik Bosio. Lo stesso Radicchia commenta la sua straordinaria avventura con queste parole: “Un insieme di esperienze apparentemente lontane ha favorito la bellezza di una proposta musicale poliedrica che affonda le sue radici nelle tradizioni colte del Mediterraneo dove la lingua latina ha sempre influenzato la musicalità delle lingue romanze come quella della Corsica. Armonioso Incanto, negli anni, ha sviluppato una particolare pratica del canto gregoriano e medievale che trova nelle melodie di Casalta la traccia di un percorso che sembra vagare tra cielo e terra, con la luce della luna che si irradia come un indicatore celeste. La voce di Stephan, umile, discreto e cortese cantastorie tratteggia i contorni di una spiritualità che armonizza la sua chitarra  in una dimensione di sapienza e di maestria”.  La grande storia del “Mare nostrum”  si arricchisce di un contributo che fa fare ancora un passo avanti a una dimensione culturale di Armonioso Incanto, l’anima femminile dell’Umbria musicale.

Stefano Ragni

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