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Michelangelo Zurletti riposerà per sempre a Spoleto.

Cerimonia di inumazione al crematorio Pianciani: le parole del sindaco Sisti

Spoleto 4 aprile 2026

Sabato Santo, una giornata giusta per una cerimonia di mestizia e di commiato. Da Brescia, al mattino, erano arrivate le spoglie mortali di Michelangelo Zurletti custodite in una urna. In pochi momenti, nel corso di poche azioni asciutte, come sarebbe piaciuto al maestro, la teca è stata collocata in uno scaffale alla presenza dei familiari, la moglie, Maria Carla, per anni docente al Morlacchi e il figlio Matteo, violoncellista di spalla della Orchestra del Lirico Sperimentale. Erano presenti anche alcuni musicisti delle generazioni più giovani, tra cui il giovanissimo Edoardo Riganti Fulginei, un pianista in cui sono riposte molte speranze dell’Umbria. Michelangelo lo stimava e lo ascoltava spesso e la sua presenza salda personaggi di generazioni moto distanti, ma unite dalla territorialità. Perché il Maestro Zurletti questa Spoleto in cui ha vissuto e operato per ben quarantuno anni alla guida dello Sperimentale, la amava proprio. Al punto di aver desiderato di riposarci per sempre. Sotto questo punto di vista vanno prese in considerazione le parole del sindaco Andrea Sisti che ha sottolineato come la collocazione nel crematorio Pianciani sia solo provvisoria. Presto, ha detto il primo cittadino, si darà inizio ai complessi lavori che riqualificheranno tutta l’aria della Stella come luogo di elezione del Lirico Sperimentale. In questa area blasonata dalle emergenze architettoniche della antica romanità, ci sarà una nicchia in cui sarà collocata definitivamente l’urna.

Le parole del presidente del Lirico, avvocato Roberto Calai, vanno lette come la conferma di un auspicio: la commemorazione odierna è anche uno sguardo sulla contemporaneità. La nostra presenza qui, oggi, è anche azione, è continuità sulla attenzione che il maestro poneva ai giovani, alla “accademia”, cioè alla loro formazione. L’insegnamento che lui ci ha lasciato: guardare al presente traguardando il futuro. Una visione questa condivisa da una delle voci più antiche di quanti erano presenti. Dino Villatico, collaboratore di Zurletti sulle colonne del Repubblica, cinquanta anni di amicizia e di condivisione. Le sue brevi parole confermano quanto asserito dal presidente Calai: Michelangelo aveva lo sguardo sulla musica del passato alla luce della musica di oggi. Tutto si evolve, tutto è “passato” ma tutto è anche contemporaneo e il riconoscimento  che la giuria del Premio Abbiati,  ha assegnato questa edizione allo Sperimentale per il trittico di operine di Nino Rota realizzate con la regia di Pierluigi Pizzi conferma la validità di una linea  programmatica che il successore di Zurletti, Enrico Girardi, sta portando avanti con la collaborazione della magnifica squadra operativa del Lirico, Raffaella Clerici, Gloria Bagatti e Lucia Andreini, tutte presenti al Pianciani. Defilato, ha seguito la cerimonia anche uno dei più fedeli realizzatori della “linea Zurletti”, Claudio Lepore, dal 1987 il direttore amministrativo della istituzione.  Visibilmente commosso, Lepore, che conserva comunque nel Lirico un ruolo istituzionale, ricorda alcuni precedenti dell’Abbiati: il 1994, con la premiazione avvenuta al Comunale di Firenze, per la organizzazione del concorso di composizione “Orpheus” e il 2002, premiazione a Brescia, per la Carmen con la regia di Denis Krief. Nel 2008 a Torino ci sarà anche un premio del Ministero della Cultura, Conferenza delle Ragioni, e Anci, per la gestione della promozione internazionale dei giovani cantanti.  Un medagliere ricco, dunque, un bagaglio che consente al Lirico Sperimentale di guardare al suo imminente ottantesimo compleanno con estrema fiducia.

Stefano Ragni

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