Palazzo Gallenga e san Pietro. AGiMus e Musica dal mondo.
Il premio “Laura Minuti” e la Sinfonica di Ulm con Carmine del Canto

Perugia 23 maggio 2026
Ieri tra pomeriggio e sera un’altra bella successione di eventi, ancora una volta propiziati dalla industriosa capacità di Salvatore Silivestro di creare situazioni musicali preziose. Nel pomeriggio l’aula magna di Palazzo Gallenga ha ospitato la quinta edizione del premio che Laura Minuti, con encomiabile senso della memoria, dedica alla figura dello scomparso marito, Armando. Lo fa, da sempre, con sobrietà, nella ferma convinzione che la figura del coniuge possa vivere, attraverso la musica, nel suo cuore e in quello dei suoi figli. Messaggio pervenuto, con tanta simpatia da parte di chi la segue sempre in questa operazione di sostegno dei giovani musicisti del Conservatorio, ora più che mai interessati d problematiche economiche di non poco peso. La generosità di Laura era sottolineata ancora una volta dall’artefice del pomeriggio, il sempre impeccabile e misurato Sandro Allegrini che ha presentato al folto pubblico la giovane vincitrice, il soprano Francesca Angelelli, una meraviglia di freschezza e di forza comunicativa. Il ventiquattrenne soprano studia al Morlacchi con Milena Josipovic e si evidenzia, davanti agli ascoltatori per la sua voce corposa nelle tessiture centrali, ben calibrata nel vibrato e capace di salire nelle zone alte con disinvoltura. Una bella miscela di qualità che potranno certamente produrre ottimi risultati. Pregevoli le sue esecuzioni dell’iniziale Bellini e del cammeo dei Puritani, “Qui la voce sua soave”, affrontata e risulta con la gioiosità della giovane interprete davanti alla quale si apre un mondo di infinite possibilità. Molto significativo anche il resto del percorso con l’aria di Marietta da Korgold, il musicista tedesco della diaspora, il Rigoletto di “Caro nome” e il Falstaff del “Soffio etesio”. Nel resto dei numeri sono intervenuti il mezzosoprano Selena di Erasmo per Mozart e Offenbach, e il tenore Teng Zhang nel leopardiano idillio di “Verranno a te sull’aure”, incorrotta e sognante icona di un “fare melodramma” con le ragioni della sensibilità. Accompagnava al pianoforte Sanae Yumoto, misurata, partecipe e ben motivata. Al momento della premiazione il prorettore Francesco Asdrubali e il direttore del Conservatorio, Marco Lena, hanno affiancato Laura in quello che è uno dei più bei momenti del calendario dei concerti AGiMus.
Appena un paio d’ore di intervallo, poi il trasferimento a san Pietro, affollata sin dalla apertura delle porte. Sul palco dell’altare maggiore i quasi cinquanta musicisti della Orchestra Sinfonica della Università di Ulm che suonava per la terza serata del festival “Musica dal mondo”. Ulm è la città del Baden che, se non andiamo errati, fu teatro di una delle più straordinarie vittorie di Napoleone, con la “Grande Armée” che, nel 1805, annientò l’esercito austriaco. La Sinfonia ora è pacificamente composta di studenti, docenti e personale dell’ateneo ed è nata nell’anno accademico 1972. Suona repertorio di tradizione, ma non è nuova a esperienze del contemporaneo, con collaborazioni con autori come Howad Levy e Wener Wolf Glazer. Ha introdotto la serata il consigliere comunale Lucia Maddoli, che ha salutato gli ospiti in un bel tedesco. Per la serata nella basilica sublacense la compagne teutonica aveva predisposto una bella apertura con il primo movimento della Serenata K 320 di Mozart, affresco timbrico diretto con molta maestria dal concertatore, Burkhard Wolf. Il secondo brano era il Concerto K 622 di Mozart e qui si produceva la bella sorpresa di ritrovare un premio Minuti dello scorso anno, il clarinettista Carmine del Canto. È uno studente di secondo livello del corso di Luca Saracca al Morlacchi, ed è anche titolare un riconoscimento al Concorso “Ciro Scarponi” di Torgiano. Col suo strumento ha tratteggiato la partitura con molta efficacia, disegnando la tenerezza dell’insuperabile “Adagio” con tutta la delicatezza possibile. Una bella prova che premia un giovane molto determinato a farsi valere. Chiusura in bellezza con la seconda Sinfonia di Beethoven. Musica energica, nobile e fiera, secondo Berlioz, una festa luminosa con cui Beethoven si allontanava dall’Ancien Régime per impennarsi nei sogni di eroismo della Terza Sinfonia. Sinfonici di Ulm e direttore molto convincenti a sinceri applausi per i giovani strumentisti e i loro colleghi.
Stefano Ragni
