S. Antonio Abate: il concerto per ricordare Francesco Conestabile della Staffa
Eugenio Becchetti e l’ensemble Sine Nomine per una commovente rimembranza

Perugia, 14 giugno 2026
Ieri pomeriggio un concerto pieno di compostezza e di dignità, dove le ragioni della musica hanno avuto il sopravvento sul cordoglio per una scomparsa ingiusta e prematura. Francesco Conestabile della Staffa, uno dei rappresentanti di una dinastia che ha fatto la storia della nostra città aveva scelto la strada dell’arte e si era fatto collaboratore di un esponente della più bella tradizione costruttiva cittadina, quella dei maestri organari. Eugenio Becchetti lo aveva accolto nella sua “bottega” e lo aveva formato come un valido ed entusiasta collaboratore fino al momento in cui il destino ha troncato una vita ancor giovane. Ricordarlo con la musica che tanto aveva amato è ora una tradizione che il maestro Silivestro, il creatore dei concerti di “Classica al Borgo” ha voluto accogliere come ricorrenza stabile in un cartellone sempre più ricco di proposte e di eventi. Ieri pomeriggio Eugenio ha fatto le cose veramente in grande convocando nella chiesa dei Padri Olivetani un bel drappello di parenti, di amici e di discepoli, realizzando un concerto dalla forma flessibile, molto articolato nelle proposte e ben calibrato nella successione degli eventi. Dall’organo agli strumenti, al pianoforte, al cembalo e coro, molte erano le componenti che si può realizzare semplicemente ricorrendo a ciò che la chiesa custodisce. La Comunanza dei “liberi uomini” del Borgo e della Pesa, presente il custode Francesco Pinelli ha sottolineato col suo consenso il termine di una manifestazione che si era aperta dall’alto della cantoria del secentesco organo Mattioli. Lo ha suonato Eugenio con una estrosa “Follia” di Berardo Storace, appaiandola con la pagina analoga di Carlo Filippo Emanuele Bach, il più dotato dei figli. L’ha eseguita al pianoforte, argomentando che, date le indicazioni dello stesso autore, la destinazione era per i Silbermann che l’autore poteva benissimo conoscere nelle collezioni di re Federico di Prussia, di cui era musicista fiduciario. Pagine di grandi estri e di veriegata esposizione, una “Follia” che guarda lontano. Poco dopo ecco Eugenio sedersi al cembalo per fare da “continuo” alla nepote Argentina, solista di viola da gamba in una bella pagine di Forqueray. Le sonorità dello strumento ormai riservato agli specialisti richiama clima e ambiente del celebre film “Tutte le mattine del mondo”, con le atmosfere morali e ambientali della Francia di Luigi XIV, del cavaliere di Saint Colombe, musicista realmente esistito, di Gerard Depardieu, che interpreta il compositore del Re Sole, Marin Marais. Una bella esposizione quella di Caterina, anche suggestiva: si vorrebbe ascoltare di più.
A seguire Cristina Bernardini, e Claudio Bechetti, violino e flauto dialoganti con il pianoforte per dei Notturni di Bher: musica sentimentale, piacevole, scorrevole. Uno stacco alla musica ed ecco una voce recitante, Luana Trinari, recitare un lungo monologo di Sant_Exupery, quello dell’incontro tra il Piccolo Principe e la volpe: coinvolgente e intramontabile. Indi salgono in pedana i vocalisti di “Sine nomine”: Angela Rossi ed Erika Valeri, Emanuela Brunetti, Rosalba Petranizzi e Maria Principe, Giuseppe Codagnone, Pierluigi Simeoni, Paolo Checcarelli e Mauro Corazzi. Un bell’amalgama armonico e timbrico per cantare un brano di Rutter, un rarissimo salmo di Smetana e il coinvolgente “Cantique di Jean Racine” del giovane Fauré. In questo brano, pervaso di calma serenità, abbiamo voluto riconoscere il momento in cui la musica si è messa in contatto con la memoria di Francesco. È una pagina altissima, una tropizzazione secentesca di un Inno anbrosiano, “Consors paterni luminis”, la magnificazione del “Vero pari all’Altissimo”, un vertice di umanità che, nella sua semplice linearità, accetta lo scorrere del tempo e la distanza dalle cose terrene. Ogni volta che lo sentiamo non possiamo non pensare ai tanti amici che, negli anni, ci hanno lasciato. La musica scende come un balsamo e ci avvolge con la sua capacità consolatoria: e tutti rivivono per qualche momento in queste note. Il soprano Erika Valeri si è riservata due belle prestazioni solistiche con l’Ave Maria del Verdi di “Otello” e con il “Pie Jesu” da “Requiem” dello stesso Faurè. Chiusura con un pezzo molto efficace, “Single gently” che Erik Withaere scrisse nei tempi del Covid, collegandosi, via rete, con diciassettemila cantori di tutto il mondo, un coro intergalattico che dimostrò come la musica potesse sconfiggere la pandemia. Ha fatto ben “Sine nomine” a cantarlo ancora per ricordarci la nostra fragilità.
Stefano Ragni
