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Torgiano ricorda Ciro Scarponi a venti anni dalla scomparsa.

Nona edizione del Concorso che porta il suo nome

Torgiano, 5 ottobre 2026

Una giornata molto intensa quella di ieri per la amministrazione comunale torgianese.  Al mattino la dedicazione dei giardinetti a s. Francesco con il sindaco Eridano Liberti impegnato in prima persona. Cosa che non gli ha impedito, a metà mattina, di fare un salto nell’auditorium di s. Antonio, dove fervevano i momenti del concorso di esecuzione dedicato alla memoria di Ciro Scarponi. Un breve saluto a commissione e concorrenti, ma si è apprezzata la presenza.

Anche per questa edizione, la nona, la fortuna ha premiato le aspettative. Concorrenti giovanissimi, tutti molto informati e con le carte in regola per farsi apprezzare. Nessun clarinettista, neanche giovanissimo, segnale di evidente crisi nella didattica umbra: e dire che al Morlacchi Scarponi aveva ben seminato, producendo uno stuolo di discepoli. Segno dei tempi, ma anche un motivo in più per continuare in questo autentico atto di fede: ricordare Ciro nel borgo in cui era nato e di cui era testimone orgoglioso. Portando il suo nome ovunque, nel mondo, fosse andato a suonare.  E si sa che la carriera di Scarponi ha avuto una estensione internazionale.

La giuria del concorso era di quelle di alta qualità. Alessio Bacci, docente di flauto al Conservatorio di La Spezia, Riccardo Crocilla, primo clarinetto della orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, la formazione dove Ciro di era fatto apprezzare nella sua giovinezza. Poi Stefano Conzatti, per venti anni primo clarinetto dell’Arena di Verona, e Davide Boario, compositore e titolare della prestigiosa casa editrice. A fare da collante era la straripante personalità di Giampaolo Lazzeri, presidente Anbima, vero sostegno delle iniziative della Associazione e motore di molte progettualità sempre andate in porto.  Segretario e abile esperto di telematica, il compositore e direttore d’orchestra Alessandro Zucchetti, che fu il prima presidente della Associazione nell’era Nasini.  Come sempre il lavoro di selezione è stato laborioso, perché, alla fine, si vorrebbe premiare tutti. Ma bisogna per scegliere, e probabilmente gli orientamenti della commissione sono stati condivisi dal pubblico. Ha vinto la giovanissima Siria Brunelli, trombista, l’unica ad aver conseguito l’unanimità della giuria. Una creatura deliziosa che, al momento di ricevere il premio, si è fatta applaudire con gli squilli iniziali del concerto di Haydn. Altri premi per il duo Magliano-Redigonda, la flautista Letizia Chiocci, Jean Marone, Luca Resta Denyer, Viola Brunelli al corno, il duo cinese Xiaoyang-Wanynig, tenore e pianoforte, i giovanissimi del Quartetto Miramare di santa Margherita Ligure, quattro giovanissimi trombisti, e ancora Benvenuto Biancaluce, Gabriele Scotto d’Antuono, Angelo Giacomo Costa, tutte trombe. Un clangore di ottoni e un tintinnare di corde di chitarra, ma niente ance. Sembra il requiem di una scuola clarinettistica perugina che con Scarponi, Bicini, Marzà e Zampognini aveva pur sfornato decine di diplomati.

Per fortuna al clarinetto era riservata la sezione del concorso che riguarda la composizione, la quita edizione. E qui, con piacevole sorpresa, ancora un vincitore umbro, il folignate Raoul Mantini, che è  visto eseguire la sua composizione “Klezmer suite” nella serata stessa con un interprete di eccezione, il citato Crocilla. A Mantini, toccherà anche la pubblicazione del brano a cura della casa editrice Boario.

Un paio d’ore dopo la conclusione della premiazione del concorso, nella Chiesa Madre di s. Bartolomeo, ha avuto luogo l’atteso concerto commemorativo di Scarponi. Momento molto importante perché si era alla vigilia del ventesimo anniversario della scomparsa del grande maestro del clarinetto novecentesco. L’ospitalità concessa da monsignor Giuseppe Piccioni era speculare alla benedizione che anni fa, l’amatissimo parroco impartì alla lapide che segnava la intitolazione della piazzetta alla memoria di Ciro. Passano gli anni, ma non diminuisce il senso della memoria. Chiesa illuminata a festa, e in altare maggiore, due clarinettisti di eccezione, Crocilla che ha dipanato le volute estrose e rabbiose del pezzo di Mantini e Stefano Conzatti che ha dato suono  alle alchimie sonore della “Elegy for Danny”, che è il pezzo che tutti consideriamo un presagio di una morte prematura che avrebbe colto il nostro musicista nel fiore della sua produttività. Conzatti poi sé è fatto interprete anche della presentazione di “Adagio in sol minore, a Stefania” dello stesso Boario e ha voluto dedicare alla memorai di Ciro, da lui ricordato come un autentico “idolo” della sua giovinezza, un bel brano di Vincenzo Correnti, che di Scarponi fu allievo. A chiusura della parte strumentale una commovente prova di dedizione offerta dal fratello di Scarponi, Patrizio che col suo violino ha saputo dare forma al dolore e al ricordo con due brani di Sibelius e Bloch. Lo accompagnava benissimo Giuseppe Pelli, cinquanta anni di musica insieme.

Poi, senza che il pubblico accennasse a stanchezza, lo spazio absidale è stato letteralmente invaso dai fiati della rappresentativa provinciale Anbima, una trentina di musicisti concertati dall’ottimo Filippo Salemmi. E’ stata una intuizione di Attilio Gambacorta, past-president della Scarponi: ricordare che Ciro era pur nato come strumentista, nella banda del suo paese. Sei pezzi bellissimi che hanno mostrato come la banda può essere una autentica orchestra, se c’è chi la sappia “maneggiare”. Festeggiamenti del pubblico e un abbraccio affettuosa per la moglie di Scarponi, Gabriella Rossi, visibilmente coinvolta nella alta emozione della serata. Vicesindaco Attilio Persia e assessore Elena Falaschi rinnovavano la presenza della amministrazione comunale, e si affiancavano al presidente Cesare Fasi in un memorabile abbraccio alla figura di un grande musicista che mai dimenticheremo.

Stefano Ragni

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